
XXXV
Congresso
Società Italiana di Neurologia
IL CONGRESSO ON LINE
SECONDA GIORNATA - DOMENICA
26 SETTEMBRE 2004
I REPORT DALLE SALE CONGRESSUALI
INTERVISTA A F. MONACO
Le neuroscienze nel terzo Reich : dall'eutanasia attiva al casa Hallervorden. (A. Leonardi, I. Bonanni)
Il Professor Monaco questo pomeriggio ha trattato un argomento di storia della medicina, il comportamento di molti neuroscienziati durante gli anni del nazismo. Ha presentato alcuni dati storici ed immagini, tratti anche dall'archivio del processo di Norimberga. In particolare ha parlato della "de-giudaizzazione" della scienza e delle universita' tedesche durante il terzo Reich, dei programmi di sterilizzazione perpetrati dai medici nazisti e quindi di eutanasia attiva ai danni di malati psichiatrici e anche neurologici (epilettici, schizofrenici, bambini con ritardo mentale). Infine ha esposto il caso della sindrome che ancora oggi porta il nome di un neuropatologo tedesco colluso con il nazismo, la malattia di Hallervorden, ovvero la deposizione di ferro a livello dei gangli della base con conseguente grave ritardo mentale e movimenti involontari patologici, in primo luogo distonie.
Puo' esporre brevemente il caso Hallervorden ?
Hallervorden era un neuropatologo tedesco che descrisse assieme al Professor Spatz una malattia rara dei bambini; il problema e' che successivamente Hallervorden esamino' molti cervelli provenienti dai campi di sterminio nazisti. Quando a Norimberga, sapendo che egli si era comportato in questa maniera, fu interrogato a lungo da una commissione speciale sui crimini di guerra medici, assunse degli atteggiamenti di totale negazione della realta'. Ciononostante non ebbe mai condanne. Si tratta quindi di un caso particolare che tocca la morale di tutti i medici che hanno colluso con il potere.
Perche' professore ha scelto di trattare un argomento così insolito ?
Mi sono sempre interessato del nazismo: in particolare, quando ho avuto occasione di studiare questa malattia, sono andato a fondo nell'argomento: da li' e' partito l'interesse per questo argomento. Successivamente, dal caso Hallervorden a ritroso, sono arrivato fino ai programmi di eutanasia attiva.
Quale e' in sintesi il messaggio di fondo che secondo lei emerge dalla trattazione di questo argomento?
La classe medica deve stare molto attenta a non colludere con il potere, perche' in casi particolari errori criminali come questo si potrebbero ripetere e gia' si sono ripetuti, anche in tempi recenti.
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