
XXXV
Congresso
Società Italiana di Neurologia
IL CONGRESSO ON LINE
SECONDA GIORNATA - DOMENICA
26 SETTEMBRE 2004
I REPORT DALLE SALE CONGRESSUALI
INTERVISTA A BRUNO TAVOLATO
Le vasculiti del SNC : aspetti clinici e diagnostici.(F.Cioli, A. Leonardi)
Professore, qual e’ a suo avviso l’importanza delle vasculiti nel SNC nella pratica quotidiana del neurologo?
Si tratta di malattie non frequentissime, ma che hanno una grande importanza per i risvolti terapeutici. Spesso si tratta infatti di forme potenzialmente trattabili, che se non trattate risultano molto aggressive, spesso mortali: la diagnosi risulta quindi ovviamente molto importante. Un altro aspetto di rilievo e’ che molte di queste vasculiti ,come ad esempio l’arterite temporale, arrivano direttamente all’osservazione del neurologo, che quindi e’ chiamato in prima battuta a dover fare diagnosi.. Spesso i sintomi neurologici rappresentano poi l’esordio di una collagenopatia, e il neurologo deve essere conscio anche di questa possibilita’. Bisogna inoltre mantenere un solido fondamento clinico pur avendo oggi a disposizione una notevole batteria di esami. Ad esempio, come dicevo stamattina durante il mio intervento, il Lupus ha spessissimo alterazioni in RMN che non hanno correlati clinici, per cui dovrà essere il medico a fare il correlato tra sintomi del paziente e ciò che mostra la RMN. Quindi non bisogna fare diagnosi solo con l’imaging, ma anche e sopratutto con la clinica. Sarebbe secondo me opportuno, pertanto, che i giovani neurologi abbiano la possibilita’ di frequentare un reparto di Medicina,o andarvi a fare delle consulenze, per vedere questo tipo di pazienti e quindi allargare le loro conoscenze cliniche.
Prospettive nella terapia delle vasculiti del SNC
La mia impressione e’ che queste forme, essendo sottodiagnosticate, siano attualmente anche sotto trattate: anche quando sono diagnosticate spesso non sono poi trattate con mezzi adeguati. Molto ci sarebbe quindi gia’ da fare con i mezzi terapeutici che abbiamo a disposizione. Per quanto riguarda il futuro, immagino che gli anticorpi monoclinali, in grado di interferire in modo specifico con le diverse cascate immunologiche, troveranno applicazione anche nel caso delle vasculiti del SNC, come e’ gia’ accaduto ad esempio nell’artrite reumatoide. Credo che questa sara’ l’opportunita’ terapeutica che in futuro affianchera’ le attuali strategie, cioe’ steroidi, immunosoppressori e plasmaferesi.
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