
XXXV
Congresso
Società Italiana di Neurologia
IL CONGRESSO ON LINE
PRIMA GIORNATA - SABATO
25 SETTEMBRE 2004
I REPORT DALLE SALE CONGRESSUALI
INTERVISTA A ANTONIO UCCELLI
Il possibile utilizzo delle cellule staminali nel trattamento dell’encefalite allergica sperimentale e della sclerosi multipla (A. Leonardi. I. Bonanni)
Quale è il razionale dell’utilizzo delle cellule staminali nella SM?
L’utilizzo delle cellule staminali si base sulla capacita' di queste cellule di differenziarsi nelle cellule dei tre foglietti germinativi, e quindi potenzialmente in neuroni, oligodendrociti e cellule della glia. Inoltre sulla base dei nostri dati sperimentali e' probabile che le cellule staminali mesenchimali siano anche in grado di svolgere una potente azione immunosoppressiva ed inibire l’attivazione dei linfociti T potenzialmente coinvolti nella patogenesi della sclerosi multipla. Questi dati sono suffragati da risultati sperimentali in cui noi abbiamo dimostrato che le cellule mesenchimali staminali sono in grado di curare l’encefalite autoimmune sperimentale, il modello animale della sclerosi multipla.
Quale e' a suo avviso il possibile utilizzo delle cellule mesenchimali nel trattamento della SM ?
Uno dei possibili vantaggi delle cellule mesenchimali consiste nel fatto che queste cellule possono essere prelevate attraverso una procedura relativamente poco invasiva dal midollo osseo di soggetti sani o affetti, espanse in vitro e quindi reinfuse direttamente nel soggetto affetto da SM, attraverso una procedura che al momento necessita di ulteriori verifiche sperimentali, ma che potrebbe essere tradotta in una sperimentazione sull’uomo in tempi relativamente brevi.
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